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title: "Dolci di Natale italiani: le tradizioni regionali"
description: Ogni regione ha un dolce natalizio tradizionale che non può mancare sulla tavola del 25 dicembre. Se vuoi conoscerli tutti non perderti il nostro articolo!
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# [Dolci di Natale italiani: le tradizioni regionali](https://bigideas.bigparty.it/blog/dolci-natale-italiani-tradizioni-regionali)

 Scritto da [Big Party](https://bigideas.bigparty.it/blog/author/bigparty) | Dec 13, 2024 9:58:32 AM

Il **[Natale](https://bigpartyplanner.it/come-organizzare-perfettamente-il-tuo-natale/) **è una delle feste più attese dell’anno, non solo per scambiarsi i regali e stare insieme a chi si vuol bene, ma anche per l’**atmosfera** che ricrea e che fa vivere sospese a mezz’aria tantissime famiglie in tutto il mondo, tra lucine, colori e **[sapori](https://bigpartyplanner.it/natale-e-vigilia-alla-scoperta-dei-menu-della-tradizione/)** indimenticabili.

E, a proposito di sapori, quante ne sapete sui dolci regionali italiani? Nel nostro Paese ci sono tantissime ricette diverse: pronti a scoprirle tutte?

 

## Dolci di Natale: ad ogni regione il suo dolce!

Come anticipato, le tradizioni dolciarie italiane sono moltissime, soprattutto quelle dedicate al Natale. 

Quindi, bando alle ciance, vediamo insieme quali sono i dolci di Natale più famosi di ogni regione italiana. 

### Lombardia: il panettone

Impossibile non citare il patrimonio *food* che ha invaso le nostre tavole (e non solo) partendo dalla **Lombardia**: il **panettone**, in tutte le sue **infinite varianti**.

Un semplice impasto di farina, uova, burro, uvetta e canditi, originario della **Milano del IX secolo**.

Oggi reperibile in tante proposte personalizzate ed anche gourmet, riesce ad accontentare davvero tutti con un tocco di gusto al cioccolato, all’arancia o alla crema di pistacchio. Voi quale preferite?

### Piemonte: il tronchetto

Diventato famosissimo anche al Sud, perché super goloso, il **tronchetto natalizio piemontese** è un rotolo realizzato con uova, farina e mascarpone e coperto con crema di marroni e scaglie di cioccolato: si ispira al tronco di castagno o quercia che, un tempo, veniva benedetto prima di essere bruciato nel camino come buon auspicio proprio durante la notte di Natale!

### Val d’Aosta: il mecoulin

È un incrocio tra il panettone lombardo ed il pandolce ligure, il **mecoulin valdostano**: tipico della valle di Cogne, altro non è che una sorta di pane al latte con uvetta. La sua ricetta affonda le radici addirittura nel **Medioevo!**

### Trentino Alto Adige: lo zelten

Presente in tante varianti diverse, a seconda delle **valli del Sud Tirolo**, di cui è originario, lo **zelten** è un pane dolce a base di frutta secca e canditi, servito sulla tavola natalizia fin dal **Settecento**.

### Friuli-Venezia Giulia: la gubana

Originaria delle **valli di Natisone**, la **gubana** è una buonissima pasta dolce lievitata e cotta al forno, ripiena di noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa e scorza grattugiata di limone; tipica anche la forma, che è a chiocciola, con un diametro di circa 20 centimetri.

### Veneto: il pandoro

Torniamo a qualcosa di decisamente più comune e conosciuto con il **pandoro veneto**, che ha travalicato i confini del nostro paese in quanto a “celebrità”.

In effetti, anche in Italia resta uno dei dolci natalizi più venduti e diffusi.

Un tempo era il “***pane de oro***“, evoluzione dell’antico **Nadalin veronese** del 1800: nel 1894, l’imprenditore **Domenico Melegatti**, fondatore dell’omonima industria dolciaria della città, lo brevettò per il primo Natale sotto la signoria della** famiglia Scala**. Il resto è storia.

### Liguria: il pandolce

Fino ai primi anni del Novecento, il **pandolce ligure** non era nemmeno venduto in pasticceria: nato a **Genova** in periodo medievale, è, come si capisce immediatamente dal nome, un pane dolce con uvetta che, nel tempo, si è ingolosito anche di canditi e pinoli; il lievito è arrivato soltanto negli **anni ’50** e gli ha conferito quell’aspetto alto, soffice ed etereo che conosciamo bene.

### Emilia Romagna: il panspeziale (o certosino)

Ci rintaniamo nel **bolognese** per assaggiare, a questo punto, il **panspeziale**: una ricetta a base di mandorle, pinoli, cioccolato fondente e canditi risalente, anche stavolta, al Medioevo. Il nome deriva dal fatto che, inizialmente, erano i farmacisti (detti *speziali*, poi *certosini*) a produrlo.

### Toscana: il panforte

È passato oltre un millennio da quando il **panforte** è stato cucinato per la prima volta: la ricetta originale, infatti, risale intorno all’**anno 1000** ed era preparata – anche in questo caso – dagli** speziali di Siena** per nobili, ricchi e clero.

Gli ingredienti (arancia, cedro, melone, mandorle e spezie), infatti, erano molto costosi all’epoca.

Famosa anche una variante, il** panforte Margherita**, arricchita dal cacao e preparata alla regina nel 1879.

### Marche: il bostrengo

Rivisitazione del panforte toscano, il **bostrengo** delle **Marche** contiene frutta secca e candita e cereali. La versatilità dei suoi ingredienti è dovuta al fatto che, anticamente, veniva preparato con gli avanzi, tant’è che veniva chiamato lo “**svuota credenza**“.

Oggi viene presentato in tavola in una formula decisamente più ricca, con cacao, miele e rhum.

### Umbria: il panpepato

Il **panpepato umbro** è così buono che ha superato i confini regionali, diventando dolce tradizionale anche dei territori adiacenti: contiene mandorle, nocciole, pinoli, pepe, cannella, noce moscata, arancia, cedro, uva passa, cacao, caffè, liquore, mosto d’uva ed è così amato che, una volta giunto in tavola nel giorno dell’Immacolata, ci resta fino a San Valentino e oltre!

### Abruzzo: il parrozzo

**Parrozzo** sta, letteralmente, per “pane rozzo”: preparato per la prima volta nel **1920** dal pasticcere pescarese **Luigi d’Amico**, è ispirato direttamente alle pagnotte di granoturco contadine del tempo, aggiungendo alla loro ricetta uova, farina di mandorle e cioccolato.

Si dice che il primo degustatore ne sia stato **Gabriele D’Annunzio**, anch’egli pescarese, che gli dedicò addirittura “La canzone del Parrozzo”.

### Lazio: il pangiallo

Il **pangiallo** è il dolce del** solstizio d’inverno** (22 Dicembre) che è giunto dalla **Roma Imperiale** sino ad oggi.

Ingredienti di base sono frutta secca, uvette e canditi; da dove deriva il colore giallo? La pagnotta, prima di essere infornata, va spennellata con saporito un mix di farina, olio e zafferano!

### Campania: gli struffoli

Palline di pasta di farina, zucchero, uova e strutto (o margarina, per chi segue regimi alimentari vegetariani) immerse nel miele e decorate con zuccherini e confetti, gli **struffoli** sono nati a **Napoli** e, secondo tradizione, vengono fritti prima di essere conditi ancora bollenti.

C’è chi, però, preferisce una variante più leggera, cotta al forno, e chi aggiunge alla composizione anche pezzetti di frutta candita.

Come spesso accade nel capoluogo campano, luogo ricco di contaminazioni, le origini di questo dolce risalgono addirittura alla** Magna Grecia**.

### Molise: i caragnoli al miele

Gustosissimi e belli da vedere, i **caragnoli al miele** del **Molise** sono frittelle sagomate ad elica preparate con uova, farina e olio e poi, proprio come gli struffoli, intinte nel miele.

### Basilicata: i calzoncelli

I **calzoncelli** della **Basilicata** sono una sorta di ravioli fritti, ripieni di crema di ceci, cioccolato o castagne lesse e ricoperti da vino rosso fatto in casa (o Aglianico).

La ricetta originaria è del **Cinquecento** e appartiene al circondario di **Potenza**.

### Puglia: le cartellate

A guardarle sembrano delle roselline di pasta e sono molto scenografiche per la tavola: le **cartellate pugliesi** sono foglie di farina, uova e zucchero, servite con l’aggiunta di vincotto o miele, originarie del **VI secolo a.C.**

Divenute simboliche del **cristianesimo** con la diffusione del culto, erano chiamate a rappresentare nell’immaginario collettivo l’aureola di Gesù Bambino (o le fasce che lo avevano avvolto) e la corona di spine al momento della crocifissione.

Talmente buone che si sono diffuse anche in Calabria e Basilicata.

### Calabria: le nepitelle

Le **nepitelle calabresi** sono mezzelune ripiene in maniere diverse a seconda delle zone: c’è chi le prepara con le noci, chi con i fichi secchi, chi con le mandorle e persino chi le gradisce con il buonissimo **liquore Strega** campano.

Insomma, bisogna assaggiarle tutte!

Sono dolcetti tipici delle province di **Catanzaro e Crotone** ed il nome deriva dal latino *nepitedum*, “palpebra”.

### Sardegna: le seadas

Chiamate anche **sebadas**, le **seadas** sono dolcetti fritti con pecorino e miele che, per la verità, sono reperibili in **Sardegna** durante tutto l’anno. La loro origine è tutta **spagnola** e sono arrivate in Italia nel **Cinquecento**.

### Sicilia: il buccellato

Concepito a **Palermo**, il **buccellato** (chiamato anche *cucciddatu*) è una ciambella di pasta frolla farcita con fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d’arancia e altri ingredienti, a seconda delle zone.

Come rivela la tradizione, è l’evoluzione dell’antico *panificatus* dei romani.

 

E voi, quali dolci natalizi sfoggerete sulla vostra tavola quest’anno?

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